Chiara Canali sense of place
Domenico Buzzetti e Michela Pozzi che fondono le proprie poetiche intervenendo contemporaneamente con gestualità e ritualità diverse negli stessi paesaggi naturali. Luoghi antropici come una diga, una cava e un ripetitore telefonico costituiscono le sublimi scenografie all’interno delle quali si mimetizzano le azioni solitarie dei protagonisti, nell’intento di renderle abitabili, vivibili e ospitali. L’antropizzazione e l’interiorizzazione dei luoghi per Michela partono da azioni domestiche come dormire, leggere e stendere i panni, mentre per Domenico sottintendono il ritrovare quella concentrazione e quel raccoglimento propri della creazione artistica e musicale. La poesia e la spontaneità di queste intime gestualità riabilita l’artificio di immensi spazi naturali, snaturati dall’intervento artificiale dell’uomo, e restituisce quel candore e quell’ armonia che la natura sembrava aver impropriamente smarrito. L’essere umano si incarica di riallacciare quel sopito legame con l’universo naturale attraverso l’esperienza sentimentale e razionale (“sense”) di un contatto diretto, e non mediato, con i luoghi (“place”) mentre la sinergia ritmica tra il tono della colonna sonora, scandito e modulato dal timpano, e la spazialità dell’ampia ripresa video, in campo lungo, restituiscono la sensazione di un’ invocazione zen alle forze della natura.
dal catalogo “Natura e Artificio” |
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